Editoriale di Maggio 2026

Pubblicato il 1 maggio 2026 alle ore 20:59

“Mio figlio non ha ancora cinque anni, e già sa scrivere e leggere; è intelligentissimo!”; così si esprimono orgogliosamente molti genitori al giorno d’oggi. Peccato che un bambino di cinque anni non dovrebbe essere intelligentissimo, ma dovrebbe essere semplicemente un bambino di cinque anni, sola età nella quale può godere della meraviglia della scoperta, della fantasia simbolica delle fiabe, della cadenza delle filastrocche. Tutte cose che i genitori di oggi spesso disdegnano favorendo un insegnamento di tipo intellettivo, per il quale il bambino manca di strumenti naturali. Al mondo a colori, egli così sostituisce per sempre il mondo in bianco e nero della conoscenza astratta fatta nascere prematuramente. Sarà forse più “intelligente”, ma sicuramente meno felice.

Quanto descritto nell’ambito familiare non è che uno specchio di ciò che troviamo a livello collettivo e sociale. Senza uno sviluppo naturale ed autonomo delle facoltà mentali, abituato a trovare fuori di lui la cosiddetta “conoscenza” perché è stato privato fin da bambino del contatto con la propria anima, l’uomo di oggi diventa succube dei contorti ragionamenti dello scientismo in ambito scolastico, e delle materialistiche dottrine politiche in ambito sociale. L’uso astratto della mente può dimostrare contemporaneamente tutto e il contrario di tutto, perché non può riuscire a vedere oltre l’aspetto superficiale delle cose. Sono ormai generazioni che l’uomo, specialmente nel cosiddetto mondo occidentale, cresce ed è educato in questo modo, e la qualità scientifica e politica che ne consegue è sotto gli occhi di chiunque voglia osservarne in modo distaccato i risultati, preferendo i device artificiali agli sforzi personali. La civiltà occidentale, nata dai Misteri antichi, sviluppatasi poi nel Medio Evo – periodo in cui l’aspetto spirituale continuava ad agire sotterraneamente nonostante l’apparente ignoranza che mostrava all’esterno - proseguita nel meraviglioso Rinascimento e nell’Illuminismo, sembra oggi aver perso la spinta evolutiva per avviarsi in una china di decadenza priva di valori e di traguardi elevati. Il mondo sembra diretto da una congrega di individui che pensano esclusivamente al proprio tornaconto personale, e paiono immuni da qualsiasi afflato che motivi azioni amorevoli e disinteressate.

Ma uomini illuminati ci sono sempre, capaci di dare nuovo impulso sia a livello scientifico che sociale; sta a noi saper discriminare e ingrossare le fila – contribuendo secondo le nostre capacità e possibilità – di coloro che stanno ora provando a invertire la decadenza, agevolati anche dai nuovi tempi che le stelle sempre più metteranno a nostra disposizione.

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