LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Periodo Ordinario- colore: verde
“Tempo ordinario”, in latino detto “per annum”, è un periodo liturgico di intervallo fra i periodi principali dell’anno. Esso, anziché vederlo come un semplice lasso di tempo di attesa, privo di importanza propria, si dovrebbe considerare come una obbedienza alla ciclicità, in ossequio alla legge del pendolo, legge fondamentale per il continuo avanzamento dell’evoluzione. Laddove non c’è evoluzione c’è solo stagnazione; laddove non c’è ciclicità non c’è evoluzione.
Il Tempo ordinario è quindi un periodo di preparazione attiva, che l’aspirante dovrebbe saper utilizzare per avanzare sul sentiero.
5.a settimana: 1 Febbraio 2026
Battesimo di Gesù
Giovanni 1, 29-34
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
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Possiamo immaginarci la scena: Giovanni aveva da poco finito la sua predicazione, richiamando con forza la folla a pentirsi e a purificarsi, chiamandola “Razza di vipere!”. Il suo aspetto era di un uomo alto, forte e rude, e ispirava rispetto e soggezione. Quindi era sceso in acqua e aveva cominciato a battezzare i presenti. Aveva una fila di persone in attesa del loro turno. Ad un certo punto, il suo sguardo cadde su un uomo vestito di bianco: era la lunga tunica di lino che usavano gli Esseni. Si fermò improvvisamente da quanto stava facendo, e guardò meglio.
Quell’uomo ricambiò lo sguardo, e gli chiese di essere battezzato. Lo aveva subito riconosciuto? Non lo sappiamo, ma conosciamo la sua risposta: “Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”. In altre parole, Giovanni riconobbe in Gesù un individuo maggiore di lui, più elevato di lui. Non dobbiamo pensare che questo significhi che lo aveva riconosciuto come il compagno di giochi della sua infanzia o sapeva che egli era quel Messia che lui stava annunciando dicendo che “l’ora era vicina”. Lo sguardo con cui aveva guardato verso Gesù era uno sguardo chiaroveggente, e gli bastò vedere l’aura di Gesù per riconoscerne la grandezza e l’autorità. Fra gli Esseni era sempre il più avanzato che battezzava chi era inferiore a lui; per questo disse a Gesù che avrebbe dovuto essere lui a battezzarlo. Ma Gesù sapeva benissimo quello che doveva accadere quel giorno, e insisté: “Lascia fare per ora, perché così dev’essere fatto”.
In altre parole, Giovanni, guardandolo, riconobbe finalmente in Gesù colui del quale disse:
Giovanni 1:30
“Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che viene dopo di me che mi è passato avanti, perché era prima di me.”
Ecco l’annuncio: la colomba, lo spirito, è sceso su (qualche tradizione dice, e forse è preferibile: “in”) lui. In realtà, si tratta di un’esperienza comune ai mistici e dello scopo che il battesimo dovrebbe produrre: la discesa dello spirito dentro la persona. Come conseguenza, questi comincerà a vedere il prossimo in tutti quelli che incontra, non dividendo più le persone in categorie: famiglia, clan, tribù, razza, ecc., ma vedendo in ciascuno il proprio fratello nello spirito: figlio dello stesso Padre; in coscienza è ora “Figlio di Dio”.
Ma ciò che vide Giovanni nel Battesimo di Gesù era qualcosa di più, qualcosa che gli fece affermare di non essere degno nemmeno di sciogliergli i legacci dei sandali. Disse anche: “Lui (la legge interiore) deve crescere, io (la legge esterna) devo diminuire”. L’antico Mosè deve lasciare il passo.
È questo che l’aspirante che si richiama al Cristo dovrebbe ricercare: la comunione col Sé.