LETTURA SETTIMANALE

Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore


Periodo liturgico: Quaresima- colore: viola 

Dal punto di vista liturgico, la “Quaresima” copre i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua, dal “mercoledì delle Ceneri” al Sabato santo. È un periodo di introspezione che culmina con il ricordo della Passione del Cristo. L’opportunità perciò si dovrebbe indirizzare non semplicemente alla penitenza, piuttosto ad una revisione del nostro comportamento nelle stagioni precedenti, cercando di coglierne e di valutarne i frutti, buoni e cattivi, che abbiamo prodotto. Dal punto di vista esoterico, la Quaresima cosmica si riferisce alla discesa annuale dello spirito Cristico nel pianeta, che vede il sacrificio annuale del Cristo cosmico concentrare la sua energia purificatrice dal Solstizio d’Inverno all’Equinozio di Primavera. Sono queste energie che l’aspirante dovrebbe cercare di sentire vibrare in se stesso in questo periodo, cercando di effettuare un analogo processo purificatorio interiore.

8.a settimana: 22 Febbraio 2026

Nicodemo

Giovanni 3, 1-15

C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodemo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». Replicò Nicodemo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».---------------------------------------------------------

Durante il suo soggiorno a Gerusalemme, Gesù aveva cominciato a parlare nella sinagoga, e la cosa disturbava molto scribi e farisei, anche perché le sue parole attiravano molta gente ed essi non riuscivano a trovare una scusa per scacciarlo, essendo inattaccabile in base a quello che diceva. Ma non solo persone del popolo lo ascoltavano e lo avvicinavano; anche molti capi eruditi fra gli Ebrei lo apprezzavano e lo interrogavano.

Alcuni erano “maestri”, anche se il vero sapere iniziatico era ancora, oppure ormai, limitato. Uno di questi era Nicodemo, che pur essendo un fariseo si sentiva attratto dalle parole e dalle azioni per le quali Gesù era diventato famoso. Nicodemo aveva già sviluppato alcune facoltà, infatti andò a trovare Gesù “di notte”, frase che qualsiasi studioso di esoterismo comprenderebbe come si fosse recato da lui “fuori dal corpo”, ossia mentre il corpo fisico dormiva. Gesù si accorse dunque subito che si trattava di un individuo avanzato, e incominciò ad istruirlo. La sua istruzione verté nella spiegazione fondamentale che il piano fisico esisteva unicamente in funzione dello sviluppo di quello spirituale, e che accanto, e al di sopra, di esso era il mondo dello spirito che doveva essere perseguito e del quale occorreva conoscere gli scopi e le leggi.

“Se uno non nasce da acqua e da spirito, non può entrare nel regno di Dio”, gli disse Gesù. In altre parole, l’essere umano ha una duplice natura: una natura terrestre e lunare, che “nasce da acqua” attraverso l’azione degli Angeli, e una natura celeste e solare, che nasce da spirito, che è lo spirito che abita il corpo terrestre; questa nascita avviene grazie all’azione del fuoco eseguita da parte degli Arcangeli, dei quali il Cristo è il Capo. È grazie a quest’ultima natura che l’uomo fa parte del regno di Dio. La frase “nascere dallo spirito” si può anche tradurre “nascere dal fuoco”, in contrapposizione all’acqua; “fuoco” che è l’elemento arcangelico per eccellenza.

“Quel che è nato dalla carne è carne e quello che è nato dallo spirito è spirito”. Cioè l’essere che è visibile al nostro sguardo è quello fatto di carne, nato da acqua, che è destinato a morire, mentre quello che è nato da spirito è eterno.

Noi dobbiamo sviluppare la nostra parte eterna, spirituale, e per farlo dobbiamo “rinascere dall’alto”. Queste ultime parole meravigliarono Nicodemo. “Come è possibile?”, chiese, “come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.

Appare evidente come Nicodemo continui a riferirsi alla nascita “da acqua” e non a quella “da spirito”, quindi non può cogliere fino in fondo l’insegnamento che gli sta impartendo Gesù, che parla invece di una nascita spirituale, “dall’alto”. Questo “alto” si riferisce alla testa dell’uomo, dove arrivano le correnti dell’energia creatrice non utilizzate in basso, dove hanno la funzione di far nascere dall’acqua. È Gesù ora a meravigliarsi: “Come hai fatto a diventare maestro in Israele senza conoscere queste cose?”. In altri termini: è scaduta così in basso la conoscenza in Israele, da avere dimenticato cose così essenziali? I farisei infatti erano una setta che fondava la sua esistenza su una stretta osservanza rituale, in altre parole sulla forma, e come tutte le volte che si instaura una forma, sia pure per finalità iniziali di tipo spirituale, la forma prende il sopravvento sullo spirito che la animava, e col tempo va a finire che si è costretti ad agire per salvaguardare la forma, a prescindere, e anche a scapito, dello spirito. Tutti gli insegnamenti autenticamente spirituali perciò rifuggono dalla forma, dall’organizzarsi, confidando nella forza dello spirito, che così rimane libero e aperto ad ogni adattamento che i tempi col loro trascorrere sempre richiedono.

Gesù indica la strada da seguire, che valeva per Nicodemo, ma vale anche per tutti noi: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo”. Il “figlio dell’uomo” è ogni uomo che abbia intrapreso lo sviluppo interiore, che rinasca dall’alto, “innalzando il serpente” che è dentro di lui. Il serpente nella traduzione esoterica della Genesi è la colonna vertebrale, lungo la quale scorrono le correnti luciferina, da una parte, che scende verso gli organi generatori, e quella spirituale dall’altra, il Fuoco spinale, che sale lungo la colonna nell’individuo che si è risvegliato, ed è “rinato dall’alto”, tramite la continenza, ossia la non dispersione dell’energia creatrice in basso.