LETTURA SETTIMANALE

Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore


Periodo liturgico: Periodo di Pasqua- colore: rosso

La “Pasqua” Ebraica celebrava un passaggio dall’acqua (Atlantide) all’aria (Ariana). Tutta l’evoluzione prosegue per tappe e “Passaggi”, con “Pesach” successivi che richiedono adattabilità.
Il prossimo passaggio, la prossima “Pasqua”, potremmo dire, è quasi alle porte (“Il tempo è vicino”; diceva Gesù, ovviamente in termini evolutivi), e la prossima Era dell’Acquario ne sarà una anticipazione.
Dovremo passare questa volta dall’Aria all’Etere, proseguendo nel sentiero verso l’alto inaugurato dai nostri progenitori. Lo strumento da sviluppare per “sopravvivere” sarà lo sviluppo del nostro corpo etereo, che può essere realizzato solo per mezzo del nostro comportamento.

18.a settimana: 03 Maggio 2026

Io sono la Via

Giovanni 14,1-21

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

--------------------------------------------------------

“Che cos’è la verità?”, chiese Pilato a Gesù durante il suo processo, e senza attendere risposta uscì. A dimostrazione che egli riteneva che non vi fosse una verità univoca, ma che ognuno avesse la sua, e se una dovesse diventare la verità, poteva forse diventarlo solo con la forza e l’imposizione. In effetti, se restiamo nel territorio di cui Pilato era esperto, come di ogni persona incarnata che non sia molto più evoluta della media, questa è la concezione della verità; ma Gesù qui dice: “Io sono la via, la verità e la vita”, che potremmo anche leggere: L’io sono è la via, la verità e la vita. Gesù ha dovuto spiegarlo a Tommaso e a Filippo, e lo sta spiegando anche a noi.

Dobbiamo quindi sviluppare l’Io sono, il Sé spirituale. Per quanto sembri impegnativo, è ora possibile grazie all’intervento Cristico nella nostra evoluzione: non siamo più “orfani”, perché abbiamo la possibilità di arrivare allo “Spirito di verità”, cioè al Sé, lo “Spirito Santo”. L’annuncio che Gesù fa ai discepoli vuole spiegare proprio questo: fra poco, 50 giorni dopo la sua Resurrezione, il Cristo interiore si renderà consapevole nella loro coscienza: sarà il “Consolatore che il mondo non conosce”. Qual è la ricetta, la “via”? “Amare il Cristo interiore”, che vuol dire “essere in Cristo”, che si manifesterà attraverso di noi! In altre parole, “faremo le sue opere, e anche di più grandi”. Non per la nostra gloria, perché vorrebbe dire che non siamo in Cristo, ma per la sua. Solo allora saremo “vivi”.

“Io vado a prepararvi un posto”, disse Gesù. La Nuova Gerusalemme è già pronta, e se noi fossimo pronti potremmo già trasferirci in essa, e lo faremo singolarmente man mano che lo saremo.

L’umanità è destinata ad un glorioso futuro, a condizione che la finisca di cercare un dio esteriore, che non ci permetterebbe mai di “conoscere il Padre”; solo chi “vede il Cristo interiore, vede il Padre”. Potremo allora accedere al "posto" che il Cristo ha preparato per ognuno, e che è già lì ad attenderci: la Nuova Gerusalemme. provengano dall'io personale e dalla personalità: un ladro di "pecore" che non potranno sentire la voce del vero pastore: il CRISTO INTERIORE.