LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Epifania- colore: celeste
“Epifania” nel Cristianesimo significa la manifestazione della Divinità di Gesù bambino: i Magi infatti lo hanno riconosciuto come tale, portandogli i doni simbolici che ci tramanda la tradizione.
Dal punto di vista interiore, i Magi e i doni simbolizzano le energie che vivificano la nostra vita, che debbono essere orientate verso la “stella”: la “mangiatoia” nella nostra testa, ove queste energie purificate fanno nascere il Cristo bambino interiore, vincendo la lotta con le forze ostacolatrici, rappresentate da Erode il Grande, che temono di vedersi soppiantare dalla novità che sta per vedere la Luce.
1.a settimana: 11 Gennaio 2026
Fuga in Egitto
Matteo 2,13-18
Essi erano appena partiti [i Magi], quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.
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Ancora una volta il Signore appare a Giuseppe “in sogno”. L’angelo aveva parlato direttamente a Maria – cosa che con ogni probabilità era per lei un’abitudine – ma per comunicare con Giuseppe, come quando era stato invitato a non cacciare Maria, fu necessario farlo in sogno.
Maria e Giuseppe rappresentano infatti le polarità creatrici che giacciono in ogni essere umano, polarità che devono essere entrambe innalzate lungo la colonna vertebrale e unirsi nella testa per creare a livello spirituale: la nascita del Cristo bambino interiore. Prima di questa unione la polarità femminina (rappresentata da Maria) è più aperta all’intuizione, per cui può ricevere i suggerimenti spirituali direttamente nello stato di veglia, mentre la polarità maschile (rappresentata da Giuseppe) è più presa dalla dimensione materiale e dal pensiero razionale, e solo in sogno, quando ha lasciato con la coscienza il piano fisico, è aperta alle comunicazioni superiori.
Ciascuna è da sola insufficiente, poiché la prima manca della capacità di applicare la sua conoscenza alla vita fisica, indispensabile per l’evoluzione dell’uomo, la seconda manca della possibilità di trasmettere all’anima le esperienze fatte in modo cosciente. Le due polarità devono perciò essere unite, e quando lo facessero, ecco la nascita del Cristo bambino interiore, la catena di coscienza che unisce il cielo e la terra.
A questo progetto si oppongono le forze antievolutive dell’ostacolo, che hanno nella sola coscienza materiale dell’uomo la loro unica speranza di sopravvivenza. Erode, che li rappresenta, non appena viene a sapere che il Salvatore deve nascere nel suo “regno” mette in pratica il tremendo disegno noto come la “strage degli innocenti”. Per sottrarre Gesù a tale condanna, Giuseppe, avvertito in sogno da un angelo, portò la sua famiglia in Egitto e vi rimase fino alla morte di Erode: le forze spirituali unite non possono essere arrestate dal potere degli Ostacolatori.
L’episodio della fuga in Egitto nasconde tuttavia ulteriori aspetti che devono essere indagati. Vi è un certo parallelismo fra le vite di Mosè di Gesù. Mosè, il fautore dell’Antico Testamento, l’Alleanza con Jahvè, fu salvato da piccolo dalla condanna del faraone che, venuto a sapere della sua nascita da parte di “saggi”, fece massacrare tutti i bambini nel tentativo di sopprimerlo. Mosè portò l’antica conoscenza di Atlantide che era approdata in Egitto fino alla “Terra Promessa”: l’Era dell’Ariete. Anche Gesù dunque fu portato in Egitto dopo essere stato salvato da una sentenza analoga, entrando in contatto spirituale con la parte più esoterica dell’antico insegnamento che Ermete aveva portato da Atlantide, recando così su di sé quella eredità che doveva poi essere trasformata nell’insegnamento successivo e superiore a quello di Jahvè: l’insegnamento e l’esperienza del Cristo e la nascita della Nuova Alleanza.