LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Periodo di Pasqua- colore: rosso
La “Pasqua” Ebraica celebrava un passaggio dall’acqua (Atlantide) all’aria (Ariana). Tutta l’evoluzione prosegue per tappe e “Passaggi”, con “Pesach” successivi che richiedono adattabilità.
Il prossimo passaggio, la prossima “Pasqua”, potremmo dire, è quasi alle porte (“Il tempo è vicino”; diceva Gesù, ovviamente in termini evolutivi), e la prossima Era dell’Acquario ne sarà una anticipazione.
Dovremo passare questa volta dall’Aria all’Etere, proseguendo nel sentiero verso l’alto inaugurato dai nostri progenitori. Lo strumento da sviluppare per “sopravvivere” sarà lo sviluppo del nostro corpo etereo, che può essere realizzato solo per mezzo del nostro comportamento.
16.a settimana: 19 Aprile 2026
Sulla via per Emmaus
(Lc 24, 13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro:
– Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?
Si fermarono, con il volto triste; uno di loro, di nome Cleofa, gli rispose:
– Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?
Domandò loro:
– Che cosa?
Gli risposero:
– Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto.
Disse loro:
– Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero:
– Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto.
Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro:
– Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano:
– Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
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Nel medesimo giorno in cui Gesù apparve a Tommaso facendogli toccare le sue piaghe, due discepoli stavano camminando verso un villaggio nei dintorni di Gerusalemme. Durante il tragitto parlavano tristemente tra loro di quanto era accaduto, e ad un certo punto un’altra persona si avvicinò, chiedendo di che cosa stessero discutendo. Risposero che forse era straniero, perché non conosceva i fatti che avevano visto Gesù processato e crocifisso, che speravano che fosse lui a liberare Israele, ma dopo tre giorni ancora non ne avevano notizie. Gesù allora – perché era Lui che si era aggiunto – cominciò a spiegare le Scritture nei passaggi che si riferivano alla sua missione. Essi però non lo riconoscevano. Una volta giunti a destinazione, fece per allontanarsi, ma i due erano stati talmente affascinati dalle sue parole e dal suo modo di parlare, che lo invitarono a unirsi a loro.
Una volta a tavola, Egli prese il pane, lo spezzò e glielo porse, e “i loro occhi si aprirono” e lo riconobbero. E Lui scomparve dalla loro vista.
Più che l’apparizione fu la scomparsa a convincerli: siamo davvero tutti dipendenti dalle illusioni dei sensi, e non siamo in grado di stare a sentire il cuore. Essi sentivano attrazione per questa persona che si era unita al loro viaggio, ma gli occhi rimanevano chiusi, e a quelli solo essi prestavano fede. Nella stanza superiore, nel corso della sua Ultima Cena, Gesù aveva insegnato ai suoi discepoli come aprire il cuore; ma dovette ripeterlo nuovamente perché “aprissero i loro occhi”. Allora esclamarono con gioia: “Davvero il Signore è risorto!”.