LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Ordinario - colore:verde
“Tempo ordinario”, in latino detto “per annum”, è un periodo liturgico di intervallo fra i periodi principali dell’anno. Esso, anziché vederlo come un semplice lasso di tempo di attesa, privo di importanza propria, si dovrebbe considerare come una obbedienza alla ciclicità, in ossequio alla legge del pendolo, legge fondamentale per il continuo avanzamento dell’evoluzione. Laddove non c’è evoluzione c’è solo stagnazione; laddove non c’è ciclicità non c’è evoluzione.
Il Tempo ordinario è quindi un periodo di preparazione attiva, che l’aspirante dovrebbe saper utilizzare per avanzare sul sentiero.
24.a settimana: 14 Giugno 2026
L'Uomo e la Donna davanti a Dio
I Corinzi 11, 2-16
Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con capelli lunghi [tradotto: con il capo coperto], manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza con capelli corti [tradotto: senza velo sul capo], manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.
L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna; come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.
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In questo famoso passaggio, che tanto imbarazzo dà a chi lo interpreta in modo errato, Paolo non parla di copricapo per gli uomini (da togliere) e di veli per le donne (da mettere). Egli si vuole riferire alle polarità del corpo vitale. La conoscenza esoterica infatti sa bene che i diversi corpi che compongono la personalità umana sono diversamente polarizzati negli uomini rispetto alle donne, e proprio in questo sta la differenza (complementare) fra i due sessi.
l'uomo (maschio) ha il corpo fisico positivo (irradiante) e il corpo vitale negativo (recettivo), mentre la donna ha il corpo fisico negativo e il corpo vitale positivo.
Una traduzione del passaggio di cui stiamo trattando che abbandonasse i pregiudizi e i condizionamenti, si accorgerebbe che San Paolo parla dei capelli, i quali appartengono al regno vegetale e come tali al prodotto del corpo vitale dell’essere umano. Nel maschio sono negativi, cioè attirano correnti eteree, mentre nella donna sono positivi, irradiano energia. Paolo ci vuole fra le altre cose dire che l’uomo deve portare i capelli corti per non attirare forze negative, e la donna i capelli lunghi (come un velo) per irradiare le sue energie positive.
Dobbiamo leggere nel brano in esame il termine “uomo” come l’uomo della Genesi, ossia androgino, il primo “uomo” creato da Dio, e la donna come il primo essere sessuato tratto da un lato dell’essere androgino; così facendo scopriamo il significato delle parole:
“L’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo”,
“L’uomo non fu creato per (da) la donna, ma la donna per (da) l’uomo”, e:
“L’uomo è l’immagine e la gloria di Dio; la donna la gloria dell’uomo”.
La domanda che sorge a questo punto è: perché Paolo non ha scritto chiaro e tondo quello che voleva dire? Ma proprio perché doveva dare un senso anche per chi ancora è indietro, considerato che perfino oggi, dopo duemila anni, non tutti accetterebbero il significato esoterico, visto che condividono l’interpretazione ortodossa. E al tempo stesso per permettere a chi è più avanzato e ha altre necessità di trovare una risposta alle sue domande; e quando la scoprisse ne trarrebbe la soddisfazione come risultato della sua ricerca, dandogli ulteriore stimolo e motivazione. Non c’è un mezzo migliore di quello da lui scelto, che ad ogni modo è lo stesso per tutte le vere scritture ispirate.
Il versetto 11 dello stesso brano, recita: “Nondimeno, né l’uomo è senza la donna, né la donna senza l’uomo, nel Signore”; è un accenno che con l'avanzare dell'evoluzione e il ritorno all'Eden ("nel Signore"), l'essere umano dovrà tornare ad essere androgino. Fin da ora, se osserviamo le modificazioni che i corpi fisici sia di uomini che di donne si stanno con ogni evidenza manifestando, notiamo un avvicinamento tra il maschio e la femmina. Ciò prefigura il futuro sviluppo, ed è già visibile non solo nel corpo, ma anche nella mentalità, nei desideri e nelle aspirazioni. È ormai considerato incivile rivolgersi alla donna con modalità che ricordino la sua antica dipendenza (che poi era soltanto di carattere fisico) da parte dell’uomo, e chi lo facesse sarebbe tacciato subito di “sessismo”.
Questo però potrebbe nascondere un rischio, cercare cioè di annullare le peculiarità del proprio sesso per avvicinarsi all’altro; l’avvicinamento va fatto non eliminando qualche cosa, ma al contrario sforzandosi di integrare le caratteristiche migliori. Soprattutto la parte femminile ha molto da offrire a quella maschile: sensibilità, intuizione, gusto estetico, ecc., tutte qualità e facoltà che stanno a dimostrare che in senso generale la donna è l’essere sessuato-base, che dovrà in un certo senso assorbire il sessuato maschile. Ultimo passaggio prima di ritornare all’essere unitario androgino, cittadino della nuova dimensione eterea, la Nuova Gerusalemme.
Se ancora abbiamo qualche reminiscenza, in quanto uomini, della presunta superiorità maschile, e in quanto donne, dell’attrattiva verso il maschio duro e puro “che non deve chiedere mai”, osserviamo il nostro comportamento alla luce delle indicazioni che San Paolo volle trasmetterci perché volgessimo lo sguardo verso i veri valori della vita e dell’evoluzione.