LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Quaresima- colore: viola
Dal punto di vista liturgico, la “Quaresima” copre i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua, dal “mercoledì delle Ceneri” al Sabato santo. È un periodo di introspezione che culmina con il ricordo della Passione del Cristo. L’opportunità perciò si dovrebbe indirizzare non semplicemente alla penitenza, piuttosto ad una revisione del nostro comportamento nelle stagioni precedenti, cercando di coglierne e di valutarne i frutti, buoni e cattivi, che abbiamo prodotto. Dal punto di vista esoterico, la Quaresima cosmica si riferisce alla discesa annuale dello spirito Cristico nel pianeta, che vede il sacrificio annuale del Cristo cosmico concentrare la sua energia purificatrice dal Solstizio d’Inverno all’Equinozio di Primavera. Sono queste energie che l’aspirante dovrebbe cercare di sentire vibrare in se stesso in questo periodo, cercando di effettuare un analogo processo purificatorio interiore.
11.a settimana: 15 Marzo 2026
L'adultera
Giovanni 8, 1-11
Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più»..-
--------------------------------------------------------
Ci troviamo davanti al famoso episodio di Gesù che “scrive col dito per terra”. Moltissimi sono stati nel corso dei secoli i tentativi di spiegare il significato di questo gesto. Per la nostra interpretazione non dovrebbe essere molto difficile trovarne uno: ancora una volta ci troviamo davanti alle differenze fra la Legge di Mosè, la legge esteriore, e il nuovo insegnamento del Cristo: la legge scritta nel cuore, quella interiore.
È chiaro il proposito degli scribi e dei farisei: fare ammettere a Gesù che non seguiva la legge, oppure costringerlo ad acconsentire alla lapidazione della donna. Un bel trucchetto, anche se forse possiamo sospettare che in cuor loro attendessero una risposta ad un problema di coscienza; sapere, o credere, che Gesù non volesse ammettere quel tipo di condanna ci fa pensare che anch’essi avessero dei dubbi in proposito. Ma per loro la legge era chiara: una donna sorpresa in flagrante adulterio andava lapidata.
E Gesù che cosa fece? Non fece nulla, non si scagliò contro la legge di Mosè, come si aspettavano, ma si chinò a scrivere col dito per terra. Come interpretare questa azione? C’è nulla di più aleatorio, per non dire inutile, che scrivere per terra col dito, o, come dicono alcuni, sulla sabbia? Basta un nonnulla per cancellarlo; come basta un nonnulla per aggirare una legge scritta e cristallizzata sulla carta se non è entrata nella coscienza della persona. E subito Gesù lo dimostrò: “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”. La legge esterna, per definizione, si poggia sull’apparenza, non facendo quindi i conti con la coscienza interiore, e deve essere di conseguenza valida per tutti. Infatti Gesù chiede “se uno di voi”, facendo appello al singolo, alla sua coscienza. Non appena però la legge esterna deve fare i conti con la coscienza interiore, la sua validità scade, cedendo davanti al riconoscere quest’ultima. Infatti, Gesù, ad un certo punto, alzato lo sguardo, vide che non era rimasto nessuno.
La legge esteriore non va annullata: va superata, come aveva detto più volte.
Quanto era successo alla donna lo possiamo interpretare come il destino che tutti, col nostro comportamento, ci costruiamo per il futuro: era la conseguenza delle sue azioni. È proprio tramite l’esperienza che la legge “si scrive nel cuore”, passando da esteriore a interiore. L’impressione e la gravità di queste conseguenze fecero sì che essa ne prendesse coscienza, e poiché lo scopo della vita terrena è proprio questo, non era più necessaria la “punizione” (cioè la lezione), e poté andare “senza condanna”.
Nel passo che segue questo brano, Gesù dice:
“Io sono la luce del mondo”, e:
“Voi giudicate secondo la carne. Io non giudico nessuno”.
Giudicare secondo la carne equivale al rispetto della legge esteriore, è un giudizio superficiale basato sulle apparenze; l’”Io” giudica solo se stesso, perché solo di se stesso può conoscere le vere motivazioni. Cosa che per sua natura la legge esteriore non può fare. E questo porta a “non giudicare nessuno”, ma a comprenderne le motivazioni e a riformarle quando fossero errate. In questo modo, l’oscurità conseguente alla cecità sui comportamenti propri e altrui verrà superata, e l’”Io Sono” diverrà “la luce del mondo”.