Editoriale di Settembre 2026

Pubblicato il 31 agosto 2026 alle ore 17:42

Siamo talmente sommersi dalla propaganda, che arriviamo a considerare valide e a dare per scontate alcune informazioni che, se affrontate con serietà e guardate con occhio distaccato e disinibito, si smonterebbero da sole. Vogliamo considerare il cosiddetto sovrappopolamento del pianeta? Otto miliardi di abitanti sono troppi, e diventa vitale diminuirne il numero (le modalità non vengono evidenziate, anche se non è difficile – anche guardando all’attualità – farsi qualche idea). Certamente, se vogliamo che lo stile di vita standard sia quello di un miliardario, occorrerà diminuire di molto la popolazione. Ma qual è lo stile di vita di un miliardario? Segue i cicli vitali e usa i mezzi di cui dispone per stare bene e per non farsi mancare nulla, o piuttosto accantona risorse, mezzi, ricchezze che non potrà mai, che non riuscirà mai a utilizzare? Tutte risorse che, evidentemente, rimangono inattive e indisponibili per gli altri, quelli che invece non navigano nell’oro, come si dice. Quelli che sarebbero “in più”.

Eppure la Bibbia ci dà un insegnamento perfetto sulla “economia” della natura. Quando il popolo Ebreo stava attraversando il deserto, la Divinità che lo guidava faceva piovere ogni giorno il cibo necessario affinché potesse sfamarsi: la manna. Qualcuno ha provato a fare come il miliardario di cui sopra, raccogliendone un quantitativo superiore al fabbisogno giornaliero, forse dicendo fra sé e sé: “E se domani la manna non arrivasse?”. L’indomani mattina però si sarebbe accorto che la manna era utilizzabile per un giorno soltanto, e il giorno dopo si guastava e marciva. Essa presupponeva la fede nell’aiuto di Dio e della Provvidenza; anzi, ne era il presupposto. La “paura di morire”, il distaccarsi dalle leggi della natura volendole violentare a fini personali ed egoistici, erano – e sono, in fin dei conti – alla base di quella logica che oggi, ancor di più, sembra prevalere.

Ricordiamo le parole di Gesù: “Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. . . Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?” (Matteo 6: 19-21,29-30).

Osserviamo quindi noi stessi prima di tutto, facendo lo sforzo di sottarci a quella propaganda che vorrebbe dirigere il nostro comportamento, sostituendosi alla guida della natura e del suo Artefice: Dio.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.