Certamente tutti ci chiediamo ogni tanto: che scopo ha un gruppo? Alla domanda: “qual è lo scopo del gruppo?”, la risposta più comune è: “il gruppo serve per crescere insieme”. Io sono pienamente d’accordo, però dovremmo interrogarci sul significato di “crescere”. Crescere sottende cambiamento: se ci impediamo o neghiamo di cambiare, è evidente che non può esserci crescita.
Proveniamo tutti da una scelta fatta qualche anno fa, che ci è costata fatica e sacrificio, ad alcuni più di altri. Ma tutti abbiamo vinto quella sfida, e ci troviamo così al primo scalino della nostra crescita.
Ma vogliamo rimanere fermi su quello scalino? Questo ci costerà l’opposizione al cambiamento, e quindi alla crescita! Un'altra sfida dovremmo perciò affrontare se vogliamo davvero continuare a crescere e perseguire lo scopo dello stare ancora insieme.
Dovremo aggiungere qualcosa di nuovo, fare quel passo in avanti che ci permetta di salire sul secondo scalino. Forse quel passo in avanti consiste nel volgere lo sguardo anche fuori del gruppo. Credo che tutti sappiamo che il pensiero dà forma alla realtà: che cosa pensiamo di coloro che non fanno parte del gruppo, e che magari non hanno fatto le stesse nostre scelte in passato? Vogliamo forse dire: “io ho sofferto per quella scelta, e ora chi è stato debole (o è stato costretto) vuole salire sul mio stesso gradino? No, deve soffrire anche lui”, oppure: “non può essere dalla mia stessa parte”. Tutto questo si avvicina alla vendetta, dal mio punto di vista, e rischia di farci scendere, anziché salire.
Lo spirito che ci ha unito, e che spero ci unisca ancora, si può definire come Amicizia; l’amicizia di chi ha condiviso esperienze, fiducia e comprensione reciproca. La parola Amicizia ha la stessa radice della parola Amore, e il vero Amore non può mai essere esclusivo, bensì inclusivo.
È questa la prossima sfida? Quella che ci farà salire sul secondo gradino della nostra “crescita”?
Per quanto difficile e da fare con prudenza, io credo di sì.
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