LETTURA SETTIMANALE
Il TEMPO MISTICO, una "liturgia" speciale, esegesi settimanale di un passo del Vangelo sotto la lente del Cristianesimo Interiore
Periodo liturgico: Tempo Ordinario - colore: verde
“Tempo ordinario”, in latino detto “per annum”, è un periodo liturgico di intervallo fra i periodi principali dell’anno. Esso, anziché vederlo come un semplice lasso di tempo di attesa, privo di importanza propria, si dovrebbe considerare come una obbedienza alla ciclicità, in ossequio alla legge del pendolo, legge fondamentale per il continuo avanzamento dell’evoluzione. Laddove non c’è evoluzione c’è solo stagnazione; laddove non c’è ciclicità non c’è evoluzione.
Il Tempo ordinario è quindi un periodo di preparazione attiva, che l’aspirante dovrebbe saper utilizzare per avanzare sul sentiero.
34.a settimana: 23 Agosto 2026
Il "Padre nostro"
Matteo 6, 5-14
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non lasciarci nella tentazione,
liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
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Gesù vuole dare uno strumento ai suoi discepoli, e a noi, per contattare la nostra parte spirituale più elevata: la preghiera per eccellenza. Fa precedere la sua formulazione dalle seguenti parole:
Matteo 6:7,8
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Sembra in verità una contraddizione dire che il Padre già conosce quanto vogliamo chiedergli, annunciando un modo per chiederglielo. La sola cosa che ne possiamo dedurre è che è necessario conoscere il significato delle parole che usiamo nella preghiera, e non parlare meccanicamente, magari pensando a qualcos’altro.
E siccome la preghiera in questione è il “Padre Nostro”, ne dobbiamo indagare il significato, importante anche per il fatto stesso che l’ha dettata Gesù in persona. Si tratta infatti di una serie di 7 preghiere, che coprono tutti gli aspetti della costituzione umana, cioè delle necessità derivanti dal nostro essere incarnati in una personalità terrena.
Analizziamolo nella sua stesura:
Padre nostro che sei nei cieli
È “l’indirizzo”, che ci deve rendere consapevoli che ci stiamo indirizzando alla massima autorità spirituale, sia esteriore che interiore.
- Sia santificato il tuo Nome
La prima preghiera è rivolta alla parte spirituale più vicina alla personalità umana, e dal punto di vista esteriore a Jahvè, che ha sede nel piano dello Spirito dell’Attività. - Venga il tuo Regno
La seconda preghiera si innalza fino al piano dello Spirito della Saggezza, sede del Cristo. - Sia fatta la tua Volontà
La terza preghiera si innalza ancora di più, rivolgendosi al Padre nel piano della Volontà.
Come in cielo, così in terra
Una volta attirata l’attenzione delle forze celesti, a ciascuna si rivolge la preghiera corrispondente, nel piano delle forme rispettivo:
- Dacci oggi il nostro pane quotidiano
Riguarda la controparte dello Spirito della Volontà: il corpo fisico, per il quale si chiede la salute e il fabbisogno delle sue necessità.
- Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Il corpo vitale è il veicolo della memoria, controparte dello Spirito della Saggezza, dove sono registrati i nostri debiti e crediti karmici. Il perdono dei peccati è quanto distingue l’insegnamento del Cristo, ma dobbiamo meritarcelo dimostrando a nostra volta di volerlo fare agli altri.
- Non lasciarci nella tentazione
Le tentazioni ci giungono attraverso le pulsioni del corpo emozionale, controparte dello Spirito dell’Attività. Questa preghiera chiede l’aiuto per non essere da soli in questi momenti.
7. Liberaci dal male
Finalmente, la chiusura con la preghiera per la mente. Solo l’uomo in natura possiede questo veicolo, e solo l’uomo può compiere azioni che si possono considerare “male”. Azioni che lo tengono legato alla legge del karma, dal quale può “liberarsi” applicando la buona coscienza ottenuta dalla esperienza di tutte le incarnazioni precedenti.